Un Pettirosso dentro casa…

Qualcuno, non ricordo chi, ha scritto su Facebook che “ogni giardino ha il suo Pettirosso”. Verissimo, ma qui da me, in quei giorni, non ne avevo visto ancora nessuno. Trascorsa più di una settimana, ne ho avvistato uno, poi un altro e un altro ancora… ed erano sempre più confidenti.
Esco di casa a gettare la spazzatura (lunedì 16 gennaio, intorno alle 17:00), lasciando la porta spalancata. Rientro, chiudo la porta e mi siedo alla scrivania dove tengo il Mac. Pochi secondi e sento alle mie spalle un frullo d’ali. Mi giro lentamente e… c’è un Pettirosso* che mi guarda, là in cima all’armadio. Spicca subito un piccolo volo, temevo andasse a sbattere, ma per fortuna non succede. È spaventato, ma non terrorizzato. Atterra, mi osserva, riparte e riatterra… Non sono fuori di testa, ma gli parlo con tono rassicurante e nel frattempo riapro la porta dando per scontato che al primo decollo l’avrebbe attraversata, ritornando nel suo ambiente. Non succede.
Continua i brevi voli all’interno della stanza: è in affanno, con il becco aperto. Decido di andarmene, di lasciare la stanza, augurandomi che capisca qual è la via d’uscita… Ancora niente, e io, nell’attesa, mi sto congelando: fuori fa proprio freddo. Anche se a malincuore, rientro. Decido di azzardare e scatto un paio di foto… nessuna reazione da parte sua.

Erithacus rubecula (Linnaeus, 1758)

Un Pettirosso in cima ad uno degli armadi della casa di Medil (BL)

Ritento con l’allontanarmi dalla stanza e, questa volta, funziona: è volato via a tutta velocità… e, con mio grande stupore e soddisfazione, la mattina dopo era di nuovo qui, davanti alla porta di casa.

PS: un episodio analogo mi era capitato solo un’altra volta, a Erto, nel 2006: entrando in bagno mi sono trovato davanti agli occhi una rondine, spaventata quanto me, che aveva spiccato il volo da dietro la porta, più che mai decisa a riattraversare la finestra dalla quale era entrata, quasi sicuramente in cerca di un posto dove nidificare.

*Il Pettirosso, conosciuto anche come Erithacus rubecula (Linnaeus, 1758), è un piccolo passeriforme della famiglia Muscicapidae.

A queste immagini sono particolarmente affezionato, ma, per cortesia, non chiedetemi il perché: non lo so!
Tecnicamente parlando, non sono fotografie, ma fotogrammi di un video (miniDV) che giravo nei primi anni del 2000, a Bassano del Grappa (VI).

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Checklist delle libellule italiane

Sono dell’opinione che qualsiasi pubblicazione di natura scientifico-naturalistica debba assolutamente essere a disposizione dell’intera collettività, addetti e non addetti ai lavori, nessuno escluso, ma non solo in formato consultabile (cartaceo o digitale), bensì anche in forma di dati manipolabili (database o tabelle di dati digitali, rigorosamente non protetti in alcun modo, scaricabili da Internet).

Niente di nuovo e niente di speciale, ma in quest’ottica, ho ritenuto potesse essere utile mettere a disposizione di chi s’interessa di libellule (Odonata) l’elenco – la checklist – aggiornato a fine 2016 delle specie italiane con i relativi nomi comuni in italiano, francese, inglese e tedesco nei formati più diffusi e conosciuti.

Dalla pagina web al documento PDF (ChecklistOdonataITAmulti.pdf), per una comoda e veloce consultazione online e offline, sia dal desktop che da mobile, dal foglio elettronico – foglio di calcolo o spreadsheet che dir si voglia – in formato sia ODS – Open Document Spreadsheet (ChecklistOdonataITAmulti.ods), sia XLS (Microsoft Excel) per un utilizzo “personalizzato” dell’elenco, a tutti gli altri formati nei quali il vostro software vi permette d’esportare i dati.

Vi propongo di dare un’occhiata anche alla pagina con il mio modulo per la registrazione delle osservazioni odonatologiche realizzato con Google Moduli e Fogli, vi trovate l’anteprima e i link per provare ad usarlo, senza dover accedere a Google.
Non siamo certo in molti ad occuparci di libellule, ragion per cui do moltissima importanza a qualsiasi tipo di confronto e collaborazione. Se avete qualche commento, proposta, suggerimento o richiesta di modifica e personalizzazione di questi documenti, scegliete la via che vi è più congeniale per non sparpagliare la mail sui siti che visitate, ma contattatemi. Una mail in privato (info@gianfrancodramis.it), un commento sulla bacheca Facebook, un messaggio… sarà sempre e comunque benaccetto!

 

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L’audiovisivo “A zonzo nella Valle del Vajont”

Venerdì 30 dicembre 2016, alle ore 20.30, a Erto presso il Centro visite del Parco Naturale Dolomiti Friulane, l’EcoMuseo Vajont “Continuità di vita” presenta il mio audiovisivo multimediale A zonzo nella Valle del Vajont – Il Paesaggio che ho saputo vedere.

L’ingresso è libero ed io sarò presente alla serata.

La locandina di A zonzo nella Valle del Vajont

Non è una frase fatta, è stata davvero una grande opportunità la collaborazione con l’EcoMuseo Vajont “Continuità di vita” nei suoi primi anni d’attività. Il respirare quell’atmosfera speciale, fatta di voglia di fare, entusiasmo, creatività, confronto e, ci mancherebbe, anche difficoltà, caratteristica d’ogni nuova, importante, iniziativa. Lavorare nella Val Vajont ed abitare a Erto, prima nel Centro storico e poi in frazione San Martino Alta di Erto, ha senz’altro rappresentato una delle grandi occasioni ed esperienze della mia vita, di quelle dove conosci, impari, maturi e, se ne sei capace, migliori.

Ed anche se sono riuscito ad apprezzarne compiutamente il significato, e la portata, solo a distanza di qualche anno, bè, credetemi, ne è valsa la pena, perché è innegabile il meglio tardi che mai o, se preferite, il non è mai troppo tardi, quando in ballo c’è un arricchimento così importante sul piano personale, umano.

Questo audiovisivo, nel progetto iniziale, avrei voluto presentarlo parecchi anni fa. Alla fine, invece, e aggiungo per mia fortuna, c’ho impiegato poco meno d’undici anni, di cui dieci d’osservazioni naturalistiche e documentazione fotografica – da marzo del 2005 ai primi d’ottobre del 2015 – e all’incirca otto mesi tra selezione del materiale, montaggio e revisioni.

Bene, mancano pochi giorni, non mi rimane che invitarvi alla proiezione e augurarvi una buona visione…

Checklist e distribuzione della fauna italiana

“… Il volume e l’allegato CD riportano infatti oltre 500.000 dati di distribuzione riferiti a ben 10.000 specie, terrestri e d’acqua dolce, della fauna italiana. Questa immensa mole di dati costituisce non solo un vanto per l’Italia, ma soprattutto un indispensabile strumento operativo per redarre le Liste Rosse, creare modelli di qualità ambientale, contribuire a implementare la Direttiva Habitat e predisporre un piano per poter ridurre la perdita di biodiversità nel nostro Paese perseguendo il target del 2010. Si tratta quindi di uno strumento conoscitivo di grandissimo rilievo, che pone l’Italia in una posizione di primo piano a livello mondiale nella conservazione della biodiversità.”

Questo paragrafo, a firma di Aldo Cosentino, Direttore Generale Direzione per la Protezione della Natura Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, lo trovate nella presentazione del volume Checklist e distribuzione della fauna italiana, pubblicato nelle Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona – 2. Serie Sezione Scienze della Vita nel 2005.

Gli addetti ai lavori di sicuro già lo sanno e chissà da quanto tempo. Io, invece, ne sono venuto a conoscenza solo qualche settimana fa. Mi sono rivolto all’amico Fabio Stoch (membro del Comitato Scientifico, coordinatore ed editor della pubblicazione nonché autore del software) per riavere una copia del programma e dei file dati. Nell’email di risposta, ho trovato il link da dove scaricare l’ultima versione del pacchetto, accompagnato da questa, a dir poco sconfortante, notizia: “Purtroppo il database non è più stato aggiornato per motivi economici e molti dati sono obsoleti”.
Un momento! Ma com’è possibile? Che fine fa quello “… strumento operativo, che permette per i più significativi taxa della nostra fauna di passare dal semplice dato di presenza/assenza alla distribuzione reale, puntiforme, cartografabile e sovrapponibile alle cartografie tematiche, e di applicare i dati faunistici alla valutazione della biodiversità territoriale…”?

Un lavoro immane gettato alle ortiche… per motivi economici? Sì, non bisognerebbe meravigliarsi, alla luce di tutto quello che succede di ben più tragico nel nostro Paese. E, per cortesia, fate finta di niente se l’argomento è datato (lo sono anch’io), ma è importante saperle certe cose… e poi, in ogni caso, repetita iuvant.
Per fortuna, un archivio di dati digitale, per quanto possa essere obsoleto, è sempre utile (io lo uso ancora) e, soprattutto, si può sempre riprendere in mano, modificare, convertire, aggiornare… non è mai perso. Non credo ci sia la volontà politica di farlo rinascere, ma lui, il database, c’è. Esiste!

Il volume Checklist e distribuzione della fauna italiana in f.to pdf lo potete scaricare dal sito ufficiale FaunaItalia o direttamente dal mio sito

Butterflynder: come riconoscere le farfalle diurne

Icona di Butterflynder

Butterflynder è un’applicazione per iOS che permette di conoscere, determinare e comparare tutte le farfalle diurne (Lepidoptera, Papilionoidea) di Italia, Francia, Svizzera, Germania e Austria: oltre 260 specie – nella versione 4 sono state aggiunte tutte le 33 specie di Hesperiidae e più di 2500 fotografie a colori ad alta risoluzione.

Un innovativo sistema di determinazione consente d’identificare tutte le specie, in modo facile, veloce e intuitivo, tramite la combinazione di diversi criteri di selezione. Nella pagina “Determinare” (fig. 1) dovrete, infatti, inserire le caratteristiche della farfalla da riconoscere: dimensione, colore, forma delle ali, ecc. o selezionare la voce [non lo so]. Per ogni caratteristica inserita, Butterflynder v’indicherà il numero delle specie con quelle caratteristiche. Più informazioni fornirete e più Butterflynder ridurrà l’elenco delle farfalle tra cui identificare la “vostra”.

Toccando la freccia in basso a sinistra attiverete il GPS e saranno inserite automaticamente le informazioni su area geografica, altitudine e mese. In qualsiasi momento, toccando il bottone “Mostra … specie” in basso a destra, comparirà la lista delle specie che corrispondono ai caratteri inseriti (fig. 2). Da questa schermata, toccando il simbolo di comparazione in basso a destra, si attiverà il confronto tra le specie individuate. Le due colonne scorrono indipendentemente. Toccando i simboli “sopra e sotto”, che trovate in alto in centro, vi verrà mostrato il lato superiore o quello inferiore delle ali (fig. 3).

Nella scheda di ciascuna specie trovate: il maschio, la femmina (se differente dal maschio), con il diritto ed il rovescio delle ali; l’habitat e le carte di distribuzione nelle diverse nazioni; il periodo di volo (fig. 4); i bruchi e le loro piante nutrici; le specie simili (quando necessario) e le dimensioni reali della farfalla. Per molte specie trovate anche delle foto riprese in natura. Da notare che tutte le immagini possono essere ingrandite per osservarne i dettagli.

Butterflynder, merita sicuramente almeno 4 stelle: affidabile, precisa, veloce e graficamente molto curata. 568 MB sono tantini, giustificati, però, dalla qualità delle immagini e dalla comodità dell’utilizzo off-line. DA AVERE. Disponibile per iPhone e iPAD in italiano, inglese, tedesco e francese al prezzo di 13,99 Euro, potete scaricarla da iTunes o dal sito dello sviluppatore Libreria della Natura

Bella come il sole

Heteropterus morpheus (Pallas, 1771)

Heteropterus morpheus (Pallas, 1771) – I, Veneto, Medil (BL) 29.07.2016

In vita mia non l’avevo mai né osservata né fotografata, ma sono riuscito comunque a dimenticarmela. L’altra sera, mettendo un po’ d’ordine nelle foto di quest’anno, la trovo e rimango letteralmente a bocca aperta… e questa da dove salta fuori? Di solito ricordo tutte le foto che scatto, non solo: ricordo anche i pensieri e le emozioni vissute nell’occasione. Di questa, invece, mi rimane il buio più totale… arrivando al punto d’ipotizzare che non fosse mia.
Fortunatamente, almeno a questa domanda ho trovato risposta nei dati Exif, ma mi rimane oscuro il perché non la ricordavo, il perché non ho subito cercato d’identificarla?
Oltretutto la trovo particolarmente bella e… inconfondibile.

Heteropterus morpheus (Pallas, 1771), specie appartenente alla famiglia Hesperiidae, possiede un inconfondibile volo saltellante, ha un’apertura alare di 15 – 18 mm e vola da giugno ad agosto, a seconda della località. Ha diffusione eurasiatica e in Italia è presente sia nel settore settentrionale (ad esclusione della Valle d’Aosta e della Liguria), sia nel settore centro meridionale, arrivando fino all’Aspromonte.

Nonostante l’aspetto “prezioso”, non è una specie rara né, tantomeno, in pericolo o a rischio estinzione. Nella IUCN Red List of Threatened Species o Lista Rossa IUCN delle Specie Minacciate (http://www.iucnredlist.org), Heteropterus morpheus è inserita nella categoria Minor Preoccupazione (LC) per la sua ampia distribuzione e perché non vi è evidenza di declino (abbondante e comune dove presente), né di minacce specifiche. Nel resto d’Europa si trovano popolazioni isolate e in Olanda risulta in via di estinzione

Nomi stranieri: Large Chequered Skipper, Miroir, Spiegelfleck-Dickkopffalter

Lucertola vs farfalla

Predazione di Podarcis muralis (Laurenti, 1768) su lepidottero

Ma quanto faticoso è sopravvivere?
Il solo procurarsi una preda, rappresenta un problema mica da poco… e come non bastasse, quand’anche l’hai catturata, guarda tu che battaglia, che contorsionismi per riuscire ad inghiottirla… magari sarà anche nutriente, ma non è poi sta gran leccornìa… e queste ali, inutili e disgustose… guarda tu come e quanto continua ad agitarsi, ma ti pare possibile? È finita, accettalo!

Medil (BL), 16 luglio 2016 ore 10.30 – Da quando l’ho vista, a quando se ne è scappata via con il boccone non ancora completamente deglutito, ho scattato 31 foto. Affascinato da quanto stava accadendo, il tempo non esisteva più: era inesistente e ininfluente, l’importante era scattare. Concentratissimo, controllavo contemporaneamente, e ossessivamente, messa a fuoco, esposizione, inquadratura… quanto avrei voluto esserle più vicino, ma ad avvicinarmi non ci pensavo proprio: molto meglio accontentarsi. Non ho avuto modo d’osservare la cattura, sarebbe stato molto interessante e sì, mi sarebbe proprio piaciuto assistervi.
Così come mi sarebbe piaciuto girare un video, invece di scattare delle fotografie… in simili circostante, il video è indiscutibilmente più appropriato. La dinamicità di una scena del genere non può assolutamente essere resa, comunicata, in modo appropriato dal “congelamento” dell’attimo, peculiare della fotografia. Nemmeno la miglior sequenza di più fotogrammi, può sopperire alla mancanza del movimento. Amo la fotografia, ma il futuro sarà del video!
Linguaggio e tecniche sono diverse, per certi aspetti più complesse, eppure già oggi vediamo quanti più video (incluse le “dirette”) vengono postati sui social media, anche in ambito naturalistico… e quasi tutti girati con uno smartphone.

A breve vorrei approfondire l’argomento e pubblicare un piccolissimo esempio a supporto di quanto ho affermato. Nel frattempo vi auguro una buona e serena serata: a presto!